“Oggi in Italia, tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni, circa il 40% ha fatto uso di almeno una sostanza illegale. Circa il 5% degli adolescenti vive forme gravi di isolamento sociale, con decine di migliaia di casi di ritiro quasi totale dalla vita scolastica e relazionale; circa il 50% dei ragazzi ha avuto esperienze di gioco d’azzardo nell’ultimo anno, e circa il 10% fa uso di psicofarmaci senza prescrizione medica. L’attività sportiva è uno strumento molto significativo per aiutare gli adolescenti ad evitare tutti questi comportamenti, e aiuta i bambini a migliorare le loro capacità cognitive”. Il valore educazionale e culturale dello sport e l’impegno del Consorzio per generare impatto sociale sono stati i temi al centro dell’intervento della Presidente Alessandra Marzari alla conferenza “Lo sport è cultura”, svoltasi mercoledì 18 marzo presso la Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia a Milano.
“Lo sport è cultura” rientra nel Public Program della mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata dalla Fondazione Luigi Rovati in dialogo con importanti istituzioni museali internazionali. L’incontro ha visto protagonisti Alessandra Marzari e Dino Ruta (Professor of Practice di Leadership, Sports & Events Business presso SDA Bocconi School of Management), con la moderazione di Lucio Rovati.
Il dibattito, durato poco più di un’ora, ha seguito lo stesso filo logico del libro “Colori olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo”, scritto dal Professor Ruta e pubblicato nel dicembre 2025, in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Marzari ha sottolineato come, in una realtà come Vero Volley, ogni scelta manageriale abbia una ricaduta educativa: dalla selezione degli sponsor, chiamati a condividere un’idea di sport fondata sui valori, alla gestione della tifoseria. “Le derive delle tifoserie sono sempre responsabilità delle società. È la società a decidere che tipo di tifosi vuole. Nel nostro palazzetto il tifo è caldo, ma non c’è spazio per fischi e insulti”, ha ricordato la Presidente.
La conferenza si è chiusa con un momento in cui il pubblico, formato in gran parte da studenti e giornalisti, ha avuto l’opportunità di porre qualche domanda ai due relatori.