Due titoli nazionali nel giro di poche settimane per chiudere un ciclo. A Ozzano dell’Emilia l’Auto Pancotti Vero Volley Monza ha conquistato anche la Junior League Under 20, con il 3-1 in finale sull’Itas Trentino a certificare il valore di un gruppo unico. Il percorso era passato da un girone tutt’altro che semplice, con le vittorie su Milano e Sorrento e l’unico stop proprio contro Trento. In semifinale, contro Modena, Monza aveva trovato continuità nei momenti chiave, chiudendo 3-1 una partita in cui due set erano stati giocati punto a punto fino ai vantaggi.
In finale il copione, nelle linee generali, è rimasto lo stesso, ma si è alzato il livello dei protagonisti. Monza ha spinto forte in battuta fin dal primo pallone, ha tenuto un cambio palla regolare e si è portata avanti 2-0 con margini netti. Trento è rientrata nel terzo set, approfittando di un calo di attenzione e di qualche errore di troppo, ma nel quarto l’Auto Pancotti ha rimesso ordine, ritrovando ritmo e precisione fino al 25-18 conclusivo.
Dentro la partita c’è stata soprattutto la prestazione di Diego Frascio. MVP della Junior League per il secondo anno consecutivo, l’opposto riminese classe 2006 è stato il punto di riferimento costante in attacco, sia nei momenti di inerzia favorevole sia quando serviva una palla “pesante” per uscire da una rotazione complicata. Reduce da una stagione in cui aveva già trovato spazio e responsabilità in SuperLega, in finale Frascio ha portato in campo un mix di talento e consapevolezza impossibile da contenere per gli avversari.
Attorno a lui, un gruppo capace di stare dentro il torneo con equilibrio, dando spazio anche a chi dalla panchina ha cambiato l’inerzia di più di una gara. La Junior League, per molti, è stata l’occasione per misurarsi in un contesto vicino a quello del massimo campionato per ritmo e pressione, e la risposta è stata all’altezza.
Era il capitolo finale, l’ultimo passo di un gruppo imbattuto nelle competizioni nazionali affrontate dal 2025 a oggi. Anche quando cambia qualche interprete, la sostanza non cambia: la Vero Volley Monza di Marchetti è una famiglia, dentro e fuori dal campo. Il coach lo sottolinea con lucidità, parlando di un livello tecnico anche più alto rispetto al passato ma di una costruzione meno immediata dal punto di vista collettivo, tra esperienze diverse e percorsi individuali da armonizzare. Eppure, proprio in questo contesto, è emersa l’identità più profonda del gruppo.
La finale è stata anche il punto di sintesi emotivo di questo percorso: nel quarto set, racconta l’allenatore, il richiamo è stato diretto, quasi essenziale — chiudere insieme nel modo migliore possibile un ciclo “di quattro anni pazzeschi”. La risposta dei ragazzi è stata la solita: intensità e condivisione, anche in un contesto in cui il tempo per lavorare insieme era piuttosto limitato.
È così che prende forma la doppia doppietta, un traguardo che, nelle parole di Marchetti, è destinato a lasciare traccia: “Questi ragazzi verranno ricordati a lungo”.
di Emil Cambiganu
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