La prima giornata di True Love Impact all’Opiquad Arena di Monza si chiude all’insegna della musica e della recitazione. Prima con l’applaudita esibizione del cantautore Pierdavide Carone, quindi con l’emozionante spettacolo teatrale ”il Posto Giusto” del progetto Wefree della compagnia teatrale di San Patrignano. In prima serata è invece andato in scena il talk “Ma perché si dice ‘Lo faccio per sport’?”. Sul palco, con la conduzione di Cristiana Buonamano di Sky Sport, Anna Danesi, Giampaolo Ricci, Matteo Pessina e Gemma Galli: hanno dialogato di passioni e responsabilità, declinando i temi in base alle loro esperienze e discipline.
Danesi ha fatto gli onori di casa: “Mi rispecchio in Vero Volley, una società impegnata nel sociale e nel divertimento del gioco. Io quando faccio sport mi diverto e mi sento responsabile del ruolo che ricopro. Sono la capitana della Nazionale e so di poter regalare messaggi positivi alle ragazze che sono all’inizio del percorso: soprattutto fare squadra, con le compagne e gli allenatori, ma anche con chi lavora dietro le quinte”.
Ricci, leader dell’Olimpia Milano, ha sottolineato che “bisogna fare sport senza secondi fini: se ci sono divertimento, passione e voglia, i sacrifici passano in secondo piano, l’obiettivo è il sogno. Ai ragazzi dico: fate lo sport che vi fa dimenticare tutto il resto, lo sport che non vi fa guardare il telefono per tre ore. Trasformare la passione in un mestiere è la nostra bellezza, ma dobbiamo sempre essere responsabili”.
Si sono sfiorati i temi di cronaca con Pessina, capitano dell’A.C. Monza in lotta per tornare in Serie A: “È vero, siamo scivolati a Mantova in una partita che poteva avvicinarci al nostro traguardo, ma come ricordo sempre in questi casi bisogna saper voltare pagina perché questo è il segreto dello sport. Come si fa tutto ciò da capitano? Bisogna avere un carattere da squadra e non solo doti tecniche. Ai bambini dico sempre che devono approcciare al calcio con leggerezza, quando ero bambino mi piacevano tutti gli sport ed erano anche un modo per staccare e rendere di più nello studio. Lo sport insegna il rispetto”.
Non cambia lo spirito di Gemma Galli, che è passata dall’acqua come campionessa di nuoto sincronizzato al bordo piscina come allenatrice: “Sembra che vada bene fare sport solo se arrivi in Nazionale, solo se ottieni risultati importanti. In realtà mi sono accorta che non è assolutamente quello che ti resta. Resta la persona che sei diventata, quello che hai superato, le sfide che hai vinto, che non sono necessariamente quelle che danno un risultato, ma sono più personali, più intime. In qualsiasi situazione ciò che conta è essere felici”.