In Italia circa 6,4 milioni di donne, vale a dire 3 ogni 10, fra i 16 e i 75 anni, nel corso della loro vita hanno subìto una forma di violenza fisica o sessuale. E tutto ciò avviene soprattutto nelle relazioni intime. I partner attuali o ex sono responsabili della quota più elevata di violenze gravi, oltre il 50% delle violenze fisiche e oltre il 63% degli stupri. Nel 2025 ben 97 femminicidi, di cui 85 in un contesto familiare o affettivo. Questi i dati citati nel corso dell’Impact Panel dal titolo “Mai più cosa vostra” al quale hanno partecipato Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano; Ilaria Ramoni, avvocata e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia; Alessandra Cuevas, fondatrice di Teresa Associazione Buonocore e la Presidente del Consorzio Vero Volley, Alessandra Marzari. A moderare Monica D’Ascenzo, ideatrice di Alley Oop il Sole 24 Ore. Centrale nell’incontro la vicenda di Alessandra Cuevas che da bambina fu vittima di abusi sessuali e la mamma, Teresa Buonocore, denunciò l’uomo che aveva approfittato di lei. Nel 2010, proprio in seguito alla denuncia, fu uccisa da due sicari assoldati dall’uomo che aveva abusato di sua figlia, un vicino di casa.
Roia ha sottolineato come “unire lo sport, la diversità, l’emarginazione e gravi forme di sopraffazione come la violenza di genere, è un momento di crescita culturale e di sensibilizzazione”. Il presidente ha richiamato l’attenzione su quello che ha definito “un modello patriarcale degli anni ’70, quando l’uomo era il capo della famiglia. Pensavamo che con la creazione di nuove leggi”, ha detto, “il patriarcato fosse in qualche modo eradicato. Invece vediamo che nelle giovani generazioni c’è proprio la tendenza, lo dicono i dati, a instaurare all’interno della relazione un rapporto di forza dell’uomo verso la donna. E queste forme che sembrano apparentemente affettive nascondono ancora quella concezione patriarcale di controllo che apparteneva ad anni passati”. Secondo i dati del Tribunale di Milano, circa il 90% degli autori di reati contro le donne è di sesso maschile; nel 62% dei casi l’età è compresa tra i 18 a 42 anni. “Significa”, spiega Roia, “che i giovani adulti tendono a reiterare questo modello di controllo di patriarcato, di soffocare la diversità di genere e la bellezza della diversità di genere attraverso forme di violenza. Questo è un dato che ci preoccupa”.
L’avvocata Ramoni ha posto l’accento sulla violenza che riguarda le fasce più giovani che forse hanno smarrito adeguati modelli culturali. Un esempio arriva dalle canzoni di genere trap che inneggiano allo stupro, all’uso di stupefacenti e alla violenza. Ragazzi che rischiano di essere preda di organizzazioni criminali e di farsi reclutare nella malavita locale. Di conseguenza di fronte a questi testi e anticultura tossica, le ragazze alla fine si convincono che quello sia il modello corretto per una relazione affettiva. “Noi come educatori, come famiglie, come genitori abbiamo responsabilità nell’arginare e prevenire questi fenomeni”.
Alessandra Cuevas ha spiegato il proprio impegno al fianco dei bambini e delle bambine che hanno perso come lei i propri genitori. Un impegno che si dispiega nelle scuole, nella società civile e con gesti concreti come l’istituzione di una borsa di studio in memoria della propria mamma Teresa. “Ogni volta che vado nelle scuole mi rendo conto che i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati. A volte, con la crisi delle famiglie, i giovani possono perdere orientamento e il proprio baricentro”.
Tante le domande da parte dei ragazzi e delle ragazze in platea sul tema delle corrette relazioni sentimentali, uno dei temi affrontati dal Consorzio attraverso il progetto Emmeline “Mi ama se…”, un segnalibro per aiutare proprio i giovanissimi a impostare relazioni sane e felici. “Gli atleti e le atlete delle prime squadre diventano ambasciatori di messaggi corretti da trasmettere ai più giovani. Le società sportive hanno la responsabilità di educare fuori e dentro il campo e di mettere in rilievo storie importanti e formative come quella di Alessandra Cuevas”, ha concluso Alessandra Marzari.